Lettori fissi

venerdì 30 aprile 2021

Donne ai confini dell'impero di Alberto Costantini


Velia è figlia unica di un filosofo e astronomo, che l'ha fatta cresciuta in una casa dove si respirava la cultura e la raffinatezza della Roma del IV secolo d. C. Il suo matrimonio, riparatore, con il giovane ufficiale semibarbaro Vindicio la porterà nelle diverse guarnigioni ai margini dell'Impero, sul limes del Danubio e sul confine mesopotamico, a contatto col mondo barbarico e con antichissime civiltà, fra genti, lingue e religioni esotiche. Per sopravvivere, la giovane sposa dovrà aggrapparsi alla sua capacità di adattamento, ai consigli del buon padre e al suo inguaribile ottimismo, imparando a conoscere e amare il mondo femminile che gravita attorno ai soldati posti a difesa dell'impero romano. 

Romanzo interessante dalla lettura scorrevole anche se a tratti un po' lento. La storia vista dal punto di vista di una donna, i combattimenti, la lontananza dalla propria città natale ma soprattutto la mancanza del padre e della cugina Valeria fanno sentire, quasi come se fosse nostra, la solitudine di Velia. Sentiamo la preoccupazione per il marito e i figli e assistiamo alla lenta decadenza dell'impero romano e gli intrighi che porteranno alla morte degli eredi di Costantino Il terrore del tradimento e le torture
Questa lettura ci fa rendere conto di quanto poco valore fosse considerata una donna. Fatta sposare contro la sua volontà o venduta come schiava, e man mano che la religione cristiana si afferma la situazione della donna peggiorerà ancora di più.

venerdì 23 aprile 2021

L'apprendista di Michelangelo di Carlo A. Martigli


Jacopo è un ragazzino di Pistoia tanto bravo bravissimo a disegnare quanto contrario a occuparsi degli affari di famiglia e delle pecore del padre, o meglio della lana e dei suoi derivati. Anche se la madre a intercede per lui presso il padre, la donna non ottiene alcun risultato positivo e Jacopo, una notte del 1534, decide di abbandonare casa e famiglia e scappare a Roma, dove spera di avere fortuna come artista. Dopo un lungo percorso tortuoso e non privo di difficoltà, Jacopo riesce ad arrivare nella città eterna, dove si mette a disegnare negli angoli dove intravede gli scorci più suggestivi, finché arriva in piazza San Pietro, dove tutto è in costruzione e ci sono talmente tanti operai da poterla paragonare a un formicaio. Jacopo si siede all’ombra di un muraglione per immortalare scalpellini, falegnami e lavoratori di ogni genere, immersi in nuvole di polvere bianca, una “bolgia di persone e pietre”. Un uomo gli si mette di fronte e gli indica la Cappella dove tutti i pittori sono già stati chiamati. Per un colpo di fortuna, si ritrova a lavorare con Michelangelo alla Cappella Sistina. Viene preso a bottega per cinque soldi a settimana e inizierà la sua nuova vita, non solo lavorativa ma anche una serie di avventure. Quando Papa Clemente VII muore avvelenato e il malefico abate Biagio da Cesena dà la caccia proprio a Michelangelo, accusandolo dell'omicidio, Jacopo deve scegliere da che parte stare.

Un libro appassionante e avventuroso dalla lettura scorrevole
Tra i riferimenti storici e artistici ci ritroviamo in una romanzo destinato ai più giovani, ma che non dispiace neppure agli adulti che amano abbandonarsi a sogni di avventure nascoste e, devo dire, che l'ho amato molto. Mi è piaciuto andare a cercare i riferimenti reali, le immagini dei personaggi che popolano la Cappella Sistina


 

mercoledì 21 aprile 2021

Le assaggiatrici di Rosella Postorino


Rosa Sauer ha perso la madre durante un bombardamento, il marito Gregor è a combattere sul fronte russo e ora vive con i suoceri, lontano da Berlino. Un giorno le SS bussano a casa, la vita di Rosa non sarà più la stessa. Il suo compito consiste nel mangiare le pietanze che, poi, devono essere servite a Hitler, per verificare che nessun piatto sia stato avvelenato. Assieme a lei altre nove donne con cui condividerà un quotidiano appuntamento con la morte. Nonostante la quotidiana paura della morte che le accomuna tra di loro non nascerà un'amicizia, anzi.
La notizia che il marito è disperso in Russia la getterà nello sconforto e la relazione segreta che intratterrà con il tenente Ziegler delle SS non le renderà vita più leggera.

I capitoli conclusivi del romanzo sono particolari: su un treno che non fa più fermate, Rosa arriva a casa, fondendo passato e presente però non concludendo la parte precedente e lasciando tutto in sospeso. Che ha fatto Rosa una volta arrivata a Berlino? Il finale fa un salto temporale di circa 40 anni


Il romanzo, anche se non è un romanzo nel vero senso del termine, si legge velocemente. Ci sono capitoli che ti tengono incollata alle pagine e capitoli un po' più lenti. Nel leggerlo si avverte il bisogno di Rosa di integrarsi nella sua nuova vita, mentre per le colleghe lei sarà sempre la berlinese. Storia e finzione sono legate saldamente tra di loro, il tormento interiore per il cibo che si trovano davanti, in un periodo in cui la fame è compagna di vita, che permette loro di vivere ma che potrebbe essere il loro ultimo pasto, la curiosità e la paura verso la figura di Hitler, così lontano e così vicino nello stesso tempo si avvertono come se fossero nostre
Nel complesso direi che non è male.


Lo disponemmo su due strofinacci, e mangiammo quel che avevamo, insieme, come fosse sempre possibile allestire una mensa, tra esseri umani, persino tra esseri umani stipati in uno spazio destinato alle merci, segregati in un carro merci. Si diventa amici così, nella segregazione.


 

domenica 18 aprile 2021

il gatto che voleva salvare i libri di Sōsuke Natsukawa


La libreria Natsuki è un luogo speciale: un negozio polveroso e solitario, dove gli amanti della lettura possono trovare, tra le pagine dei grandi capolavori di tutto il mondo, un'oasi di pace, un rifugio lontano dal frastuono della quotidianità. Il protagonista della storia è Rintaro, un ragazzo solitario, un hikikomori, un ragazzo che ha deciso di non partecipare alla vita sociale e di chiudersi in casa. Rintaro ha sempre vissuto da solo con il nonno, però dopo l'improvvisa morte di quest'ultimo, il ragazzo è costretto a trasferirsi a casa di una zia, lasciando la casa che ha da sempre diviso con il nonno ma anche la libreria di famiglia che l'anziano nonno gestiva da sempre. Il ragazzo ama i libri e sono diventati un rifugio per lui, ma la libreria è un'eredità pesante per il ragazzo, anche perché la gente davvero interessata alla lettura è poca. Un giorno, mentre Rintaro si crogiola malinconico nel ricordo del nonno, entra in libreria un gatto parlante. Nonostante le iniziali perplessità del ragazzino, il gatto lo convince a partire per una missione molto speciale: salvare i libri dalla loro scomparsa. Inizia così la storia di un'amicizia e una magica avventura che li porterà a percorrere quattro diversi labirinti per risolvere altrettante questioni esistenziali sull'importanza della lettura e sulla forza, infinita e imperscrutabile, dell'amore. 

Veramente un bel romanzo, scritto bene. L'ambientazione della vecchia libreria gli da un certo fascino, sembra quasi di visitarla e di cercare i libri tra i suoi vecchi scaffali mentre si avverte nell'aria il profumo del te preparato da Nintaro.
Il romanzo parla di libri e soprattutto di cosa significhi amarli dal profondo del cuore e di quanto sia importante saperli ascoltare. 
Qual è il vero potere dei libri? Ogni labirinto, nel romanzo, ha la sua risposta.
Poi c'è la risposta che può dare ognuno di noi.

sabato 10 aprile 2021

Il miglio verde di Stephen King


Paul Edgecombe è arrivato alla veneranda età di 104 anni. Si trova ospite al “Georgia Pines”, una casa di riposo vicino ad Atlanta, e la sua vita trascorre tra rilassanti passeggiate mattutine e la tenera amicizia con un’affascinante e delicata signora, Elaine. Eppure, quel luogo gli ricorda il Blocco E, il braccio della morte nel penitenziario di Cold Mountain dove ha lavorato per tanti anni come capo dei secondini, accompagnando assassini e stupratori direttamente in braccio a Old Sparky, la sedia elettrica. Per arrivarci i condannati dovevano fare sessanta passi del corridoio che a Cold Mountain era conosciuto all’epoca come “il Miglio verde” per via del colore del linoleum. I ricordi di Paul, vivi e nitidi come non mai gli girano per la testa e risalgono a ottobre 1932. Una terribile afa e una brutta infezione urinaria gli fanno passare le pene dell'inferno. Pisciare è diventato un tormento insopportabile; una delle sue più care amiche, Melinda, è rimasta vittima di un cancro al cervello in fase terminale. Con i colleghi Brutal, Herry, e Dean cerca di rendere più vivibile la permanenza dei detenuti destinati a percorrere quel corridoio, mentre Percy Wetmore, il secondino sadico e idiota, intoccabile e dalle amicizie altolocate di dà da fare a tormentare il più possibile i prigionieri . Tre sono le celle occupate al Blocco in quel periodo: Willy Wharton, detto Billy the Kid per il tatuaggio sull’avambraccio, il più pericoloso. Poi c’è Del, Eduard Delacroix - bersaglio preferito di Percy - un francese piccolo piccolo mezzo pelato, un efferato assassino capace di affezionarsi in modo commovente ad un topolino. Del lo ha battezzato Mister Jingles, trasformandolo in un vero topo acrobatico. Ma è John Coffey il vero enigma, un nero alto più di due metri accusato di violenza sessuale e omicidio ai danni delle piccole gemelline Detterick. “Ho cercato di rimediare, ma era troppo tardi”, afferma contrito a sua discolpa. Vestito con autentici stracci, troppo piccoli per la sua stazza, John sembra essersi materializzato dal nulla; sta seduto sulla sua branda mansueto come un agnellino. Piange in continuazione, non dimostra grande intelligenza perché non è capace nemmeno di allacciarsi le scarpe e ha una gran paura del buio…
Però ha un potere straordinario: col tocco delle mani guarisce Paul dall'infezione urinaria e Mister Jingles, che Percy ha tentato di schiacciare, dalle lesioni riportate. 
Paul con Brutal, Herry e Dean, decidono di fare evadere John e portarlo da Melinda per aiutarla a guarire. 
Nonostante ciò e nonostante i quattro amici abbiano la certezza che John sia innocente, anche lui dovrà percorrere il miglio verde. Lo percorrerà però con l'animo sereno e con la certezza che finirà di soffrire in questa vita.
Una storia cruda che crea un legame tra il lettore e i personaggi, una storia che regala emozioni intense. Non mancano le descrizioni psicologiche dei personaggi e i momenti macabri sono descritti in modo tale che sembra di assistervi di persona. Stephen King ci presenta uno spaccato dell'America di quegli anni, descrivendo il contesto storico e geografico, mettendo nero su bianco le debolezze umane.
Nel leggerlo c’è anche la speranza di raggiungere una sorta di lieto fine, anche se già sappiamo che il lieto fine che vorremmo non ci sarà.


L’ampio corridoio che percorreva al centro tutto il Blocco E era rivestito di linoleum del colore della buccia di un vecchio lime appassito, perciò quello che nelle altre carceri veniva chiamato l’Ultimo Miglio, a Cold Mountain si chiamava il Miglio Verde.