Lettori fissi

sabato 20 febbraio 2021

Dietro la maschera di Mesty Hingle


 

Michael Sullivan ha lasciato la polizia di Houston dopo la morte del suo collega Pete che ai era invischiato in un traffico di droga e, da cinque anni, lavora come investigatore privato. Quando Adam Webster, un ricco uomo d'affari, gli offre un milione di dollari per ritrovare sua moglie, fuggita sei mesi prima portando con sé Timmy, il loro bambino, Michael la considera l'occasione giusta per procurarsi il denaro necessario ad assicurare l'avvenire dei due bambini di Pete e, per quanto durante la telefonata il suo interlocutore non gli sembra sincero, accetta. Quando ritrova la donna, indubbio che Webster gli abbia fornito una versione parziale della verità diventa certezza. Elisabeth Webster non è per niente la donna nevrotica, viziata ed egoista che il marito gli ha descritto. Sotto il desiderio dell'uomo di ritrovare la moglie si nasconde qualcosa di insospettabile... o forse addirittura un pericolo mortale.
Classico romanzo rosa con un pazzo psicopatico che si crede padrone della bella moglie, la bella moglie che scappa dal pazzo per salvare il figlioletto e il detective che deve trovarla, la trova, se ne innamora e la salva.
I primi capitoli sono un po' noioso, lenti, ma proseguendo acquistano un ritmo più veloce e intrigante.
Niente di eccezionale ma godibile.

giovedì 18 febbraio 2021

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry



Sin dall'inizio si coglie un tratto autobiografico: il Narratore-protagonista è un pilota che, a seguito di un'avaria, si ritrova nel deserto del Sahara e la sua prima preoccupazione è riparare al più presto il motore prima che la sua riserva di acqua si esaurisca quando vede sopraggiungere un giovane fanciullo.
I due fanno amicizia, mentre il pilota prova a riparare il velivolo il ragazzino gli chiede di disegnare una pecora e il pilota gli mostra un disegno che aveva fatto in gioventù: un boa che ha mangiato un elefante e che assomiglia ad un cappello. Mentre all'epoca tutti gli adulti non avevano capito di cosa si trattasse, il ragazzino invece capisce subito cosa rappresenta il disegno. Allora prova a disegnare una pecora, ma in realtà disegna una scatola al cui interno c'è la pecora che chiedeva il ragazzino. 
Il ragazzino racconta la sua storia e dice di essere un principe proveniente da un altro pianeta, il piccolo asteroide B 612. Il Piccolo Principe racconta all'aviatore di aver incontrato, sui vari pianeti, personaggi strani, i quali però gli hanno insegnato tante cose, gli racconta che abita insieme ad una piccola e vanitosa rosa. In questo asteroide il terreno è infestato di semi di baobab: frequentemente spuntano piccole piantine che il Principe deve continuamente estirpare, per evitare che crescano troppo e invadano l’asteroide con le loro radici. Un giorno, dal terreno era spuntata una delicata piantina di rosa che, fin dall’inizio, aveva manifestato molta vanità ed un carattere scorbutico: il Piccolo Principe si era da subito preso cura di lei, proteggendola dal vento e dal freddo, ma soffrendo per via del suo brusco carattere, fino a decidere di partire e lasciarla sola. Così, ora il Piccolo Principe ha un disperato bisogno di una pecora, che divori gli arbusti di baobab prima che possano soffocare il suo pianeta: temendo, però, che la pecora possa mangiare la sua rosa, chiede al pilota di disegnare anche una museruola per l’animale! 
L'ultimo incontro, tra i tanti che il ragazzino ha avuto, è però il più importante: una volpe che gli chiede di essere addomesticata. Acconsentendo alla richiesta dell'animale il Piccolo Principe capisce il significato dell'amicizia: è l'affetto che proviamo che rende unica ogni cosa, per questo la sua rosa non sarà mai come quelle del roseto e ogni addio porta con sé, insieme alla tristezza, anche la consapevolezza di essere fortunati a vedere qualcosa che nessun'altro può vedere o comprendere. Per questo, solo per la volpe, il grano sarà come i capelli del Piccolo Principe, e per questo ogni volta che vedrà il grano la mancanza la farà piangere. 
Separandosi dal pilota, il Principe gli lascia il suo sorriso, la sua concezione dell’amicizia e dell’amore ed un mare di stelle da guardare: lassù, da qualche parte, ancora oggi il Piccolo Principe si starà prendendo cura della sua rosa. 
 Un libro di amore, di amicizia, di rispetto, di speranza… direi un inno alla vita e ai valori che osanniamo tanto ma che stentiamo a riconoscere... (La rosa del piccolo principe gli profumava il pianeta, ma lui non sapeva rallegrarsene…)
 Commovente e profondo nella sua immensa ma efficace semplicità. E' uno di quei libri da rileggere a tutte le età della vita e sicuramente ti può insegnare sempre qualcosa di nuovo, che ti è sfuggito la volta precedente.

  “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Tredici di Jay Asher

Clay Jensen trova, davanti alla porta di casa, un pacco con dentro delle cassette. Quando ascolta il primo dei nastri non riesce credere alle sue orecchie, la voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui era innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Se da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri dall'altro ha il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda che ha portato alla sua morte. Per tutta la notte Clay ripercorre gli episodi che hanno portato Hannah a decidere di togliersi la vita in un drammatico effetto valanga. Tredici motivi più o meno gravi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni suoi compagni di scuola e che sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Tredici è un romanzo particolare, scioccante, che racconta i drammi e le difficoltà che possono incontrare gli adolescenti, che ti fa capire come una stupida lista può scatenare una serie di eventi che possono portare una ragazza a decidere di farla finita. È un libro che ho in casa da un po' di tempo, lo ha voluto mia figlia dopo aver sentito parlare della serie TV che ne era stata tratta però non l'ho mai letto e avrei continuato a non pensarci minimamente a leggerlo se non mi fosse capitato in una sfida di lettura. Si legge velocemente anche se ogni tanto, con le riflessioni di Clay, la lettura rallenta un po'. A parte Clay ed Hannah gli altri personaggi sono appena accennati e, per quanto possano essere stati parte dell'effetto valanga, non hanno un grande spessore nella storia. La lettura è semplice, scorrevole e, anche se tratta di un tema serio come il suicidio, è un romanzo per un target adolescenziale. Non male ma niente di esaltante

martedì 16 febbraio 2021

Non c'è più scampo di Agatha Christie

L’immancabile delitto viene commesso nell’ambito di una spedizione archeologica, i cui componenti alloggiano tutti in una casa araba non distante dagli scavi,in una località sperduta dalla Mesopotamia. La piccola comunità di europei vive in un'atmosfera di paura e di sospetto. Louise Leidner, la bellissima moglie del capo della missione archeologica, è ossessionata da oscure visioni e i suoi compagni la considerano malata di nervi fino a quando non viene uccisa. A fare da spalla al mitico Poirot c'è l'infermiera Amy Leatheran, voce narrante di tutto il romanzo, che proprio non mi piace. Ammetto di essere arrivata un po' prevenuta anche perché non è da molto che avevo visto la versione televisiva di questo romanzo e in ogni capitolo non facevo che ripensare che con il colonnello Hastings le scene televisive risultavano meno piatte. E giusto per un pizzico di masochismo ho riguardato il film e la mia opinione è che il film è meglio del libro. Divagazioni televisive a parte, il delitto raccontato è il classico omicidio nella camera chiusa: Louise Leidner può essere stata uccisa solo da qualcuno che è passato dalla porta della sua camera, il quale può essere entrato solo dal cortile, nel quale poteva arrivare solo passando dall’arco di ingresso. Ma questi spazi erano sorvegliati e nessuno ha visto nessuno passare da nessuna parte. E allora come è stata uccisa? Fortunatamente le celluline grigie di Poirot contribuiscono alla risoluzione del mistero. Molto bella la caratterizzazione e la descrizione dei personaggi al punto che sembra quasi di conoscerli di persona. Anche il caldo opprimente dell’Iraq, le mura che circondano l’area degli scavi isolando la villa e i suoi occupanti dal resto del mondo sono quasi tangibili. Classico capolavoro della regina del mistero

lunedì 15 febbraio 2021

Veronika decide di morire di Paulo Coelho

Veronika ha ventiquattro anni, una vita normale, eppure non è felice. La routine quotidiana sembra distruggerla, la sua vita non è abbastanza intrigante, e così decide di farla finita con un mix di pastiglie. Ma il tentativo fallisce e si risveglia dal coma tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, dove le viene detto che il suo cuore è rimasto danneggiato dal suo gesto e scopre un universo di cui Veronika non sospettava l’esistenza. Qui conosce Mari, ex avvocato che preferisce essere rinchiusa a vellete, casa di cura per malati psichiatrici, piuttosto che affrontare di nuovo il mondo esterno. Zedka, che ama la sensazione che le da la "cura" di insulina e che la fa volare fuori dal suo corpo. Eduard, schizofrenico, amante della pittura e della buona musica, ma chiuso nel suo mutismo. Tutte persone che la gente “normale” considera folli. Il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika, dopo la routine dei primi giorni di ricovero, scopre che vivere non è poi così male. La certezza di dover morire le fa apprezzare la vita, fino a capire che deve vivere ogni giorno come un miracolo. È il primo libro che leggo di Coelho, è stata una lettura interessante e anche un po' noiosa, molto scorrevole, dallo stile particolare ma semplice. mostra una nuova visione del mondo di quelli che vengono considerati "matti". Nessuno può stabilire chi è "matto" e chi è "sano", poiché tutto è relativo. L'amore che nasce tra Veronika e Eduard lo si immagina già nel momento dell'incontro, o almeno per me è stato così. Mi immaginavo anche Eduard piangere sul letto di morte di Veronika però il finale mi è piaciuto molto