Lettori fissi

mercoledì 21 aprile 2021

Le assaggiatrici di Rosella Postorino


Rosa Sauer ha perso la madre durante un bombardamento, il marito Gregor è a combattere sul fronte russo e ora vive con i suoceri, lontano da Berlino. Un giorno le SS bussano a casa, la vita di Rosa non sarà più la stessa. Il suo compito consiste nel mangiare le pietanze che, poi, devono essere servite a Hitler, per verificare che nessun piatto sia stato avvelenato. Assieme a lei altre nove donne con cui condividerà un quotidiano appuntamento con la morte. Nonostante la quotidiana paura della morte che le accomuna tra di loro non nascerà un'amicizia, anzi.
La notizia che il marito è disperso in Russia la getterà nello sconforto e la relazione segreta che intratterrà con il tenente Ziegler delle SS non le renderà vita più leggera.

I capitoli conclusivi del romanzo sono particolari: su un treno che non fa più fermate, Rosa arriva a casa, fondendo passato e presente però non concludendo la parte precedente e lasciando tutto in sospeso. Che ha fatto Rosa una volta arrivata a Berlino? Il finale fa un salto temporale di circa 40 anni


Il romanzo, anche se non è un romanzo nel vero senso del termine, si legge velocemente. Ci sono capitoli che ti tengono incollata alle pagine e capitoli un po' più lenti. Nel leggerlo si avverte il bisogno di Rosa di integrarsi nella sua nuova vita, mentre per le colleghe lei sarà sempre la berlinese. Storia e finzione sono legate saldamente tra di loro, il tormento interiore per il cibo che si trovano davanti, in un periodo in cui la fame è compagna di vita, che permette loro di vivere ma che potrebbe essere il loro ultimo pasto, la curiosità e la paura verso la figura di Hitler, così lontano e così vicino nello stesso tempo si avvertono come se fossero nostre
Nel complesso direi che non è male.


Lo disponemmo su due strofinacci, e mangiammo quel che avevamo, insieme, come fosse sempre possibile allestire una mensa, tra esseri umani, persino tra esseri umani stipati in uno spazio destinato alle merci, segregati in un carro merci. Si diventa amici così, nella segregazione.


 

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