Lettori fissi

sabato 10 aprile 2021

Il miglio verde di Stephen King


Paul Edgecombe è arrivato alla veneranda età di 104 anni. Si trova ospite al “Georgia Pines”, una casa di riposo vicino ad Atlanta, e la sua vita trascorre tra rilassanti passeggiate mattutine e la tenera amicizia con un’affascinante e delicata signora, Elaine. Eppure, quel luogo gli ricorda il Blocco E, il braccio della morte nel penitenziario di Cold Mountain dove ha lavorato per tanti anni come capo dei secondini, accompagnando assassini e stupratori direttamente in braccio a Old Sparky, la sedia elettrica. Per arrivarci i condannati dovevano fare sessanta passi del corridoio che a Cold Mountain era conosciuto all’epoca come “il Miglio verde” per via del colore del linoleum. I ricordi di Paul, vivi e nitidi come non mai gli girano per la testa e risalgono a ottobre 1932. Una terribile afa e una brutta infezione urinaria gli fanno passare le pene dell'inferno. Pisciare è diventato un tormento insopportabile; una delle sue più care amiche, Melinda, è rimasta vittima di un cancro al cervello in fase terminale. Con i colleghi Brutal, Herry, e Dean cerca di rendere più vivibile la permanenza dei detenuti destinati a percorrere quel corridoio, mentre Percy Wetmore, il secondino sadico e idiota, intoccabile e dalle amicizie altolocate di dà da fare a tormentare il più possibile i prigionieri . Tre sono le celle occupate al Blocco in quel periodo: Willy Wharton, detto Billy the Kid per il tatuaggio sull’avambraccio, il più pericoloso. Poi c’è Del, Eduard Delacroix - bersaglio preferito di Percy - un francese piccolo piccolo mezzo pelato, un efferato assassino capace di affezionarsi in modo commovente ad un topolino. Del lo ha battezzato Mister Jingles, trasformandolo in un vero topo acrobatico. Ma è John Coffey il vero enigma, un nero alto più di due metri accusato di violenza sessuale e omicidio ai danni delle piccole gemelline Detterick. “Ho cercato di rimediare, ma era troppo tardi”, afferma contrito a sua discolpa. Vestito con autentici stracci, troppo piccoli per la sua stazza, John sembra essersi materializzato dal nulla; sta seduto sulla sua branda mansueto come un agnellino. Piange in continuazione, non dimostra grande intelligenza perché non è capace nemmeno di allacciarsi le scarpe e ha una gran paura del buio…
Però ha un potere straordinario: col tocco delle mani guarisce Paul dall'infezione urinaria e Mister Jingles, che Percy ha tentato di schiacciare, dalle lesioni riportate. 
Paul con Brutal, Herry e Dean, decidono di fare evadere John e portarlo da Melinda per aiutarla a guarire. 
Nonostante ciò e nonostante i quattro amici abbiano la certezza che John sia innocente, anche lui dovrà percorrere il miglio verde. Lo percorrerà però con l'animo sereno e con la certezza che finirà di soffrire in questa vita.
Una storia cruda che crea un legame tra il lettore e i personaggi, una storia che regala emozioni intense. Non mancano le descrizioni psicologiche dei personaggi e i momenti macabri sono descritti in modo tale che sembra di assistervi di persona. Stephen King ci presenta uno spaccato dell'America di quegli anni, descrivendo il contesto storico e geografico, mettendo nero su bianco le debolezze umane.
Nel leggerlo c’è anche la speranza di raggiungere una sorta di lieto fine, anche se già sappiamo che il lieto fine che vorremmo non ci sarà.


L’ampio corridoio che percorreva al centro tutto il Blocco E era rivestito di linoleum del colore della buccia di un vecchio lime appassito, perciò quello che nelle altre carceri veniva chiamato l’Ultimo Miglio, a Cold Mountain si chiamava il Miglio Verde.


 

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