Lettori fissi
martedì 16 febbraio 2021
Non c'è più scampo di Agatha Christie
L’immancabile delitto viene commesso nell’ambito di una spedizione archeologica, i cui componenti alloggiano tutti in una casa araba non distante dagli scavi,in una località sperduta dalla Mesopotamia. La piccola comunità di europei vive in un'atmosfera di paura e di sospetto. Louise Leidner, la bellissima moglie del capo della missione archeologica, è ossessionata da oscure visioni e i suoi compagni la considerano malata di nervi fino a quando non viene uccisa.
A fare da spalla al mitico Poirot c'è l'infermiera Amy Leatheran, voce narrante di tutto il romanzo, che proprio non mi piace. Ammetto di essere arrivata un po' prevenuta anche perché non è da molto che avevo visto la versione televisiva di questo romanzo e in ogni capitolo non facevo che ripensare che con il colonnello Hastings le scene televisive risultavano meno piatte. E giusto per un pizzico di masochismo ho riguardato il film e la mia opinione è che il film è meglio del libro.
Divagazioni televisive a parte, il delitto raccontato è il classico omicidio nella camera chiusa: Louise Leidner può essere stata uccisa solo da qualcuno che è passato dalla porta della sua camera, il quale può essere entrato solo dal cortile, nel quale poteva arrivare solo passando dall’arco di ingresso. Ma questi spazi erano sorvegliati e nessuno ha visto nessuno passare da nessuna parte. E allora come è stata uccisa?
Fortunatamente le celluline grigie di Poirot contribuiscono alla risoluzione del mistero.
Molto bella la caratterizzazione e la descrizione dei personaggi al punto che sembra quasi di conoscerli di persona. Anche il caldo opprimente dell’Iraq, le mura che circondano l’area degli scavi isolando la villa e i suoi occupanti dal resto del mondo sono quasi tangibili.
Classico capolavoro della regina del mistero
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