Lettori fissi

lunedì 15 febbraio 2021

Veronika decide di morire di Paulo Coelho

Veronika ha ventiquattro anni, una vita normale, eppure non è felice. La routine quotidiana sembra distruggerla, la sua vita non è abbastanza intrigante, e così decide di farla finita con un mix di pastiglie. Ma il tentativo fallisce e si risveglia dal coma tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, dove le viene detto che il suo cuore è rimasto danneggiato dal suo gesto e scopre un universo di cui Veronika non sospettava l’esistenza. Qui conosce Mari, ex avvocato che preferisce essere rinchiusa a vellete, casa di cura per malati psichiatrici, piuttosto che affrontare di nuovo il mondo esterno. Zedka, che ama la sensazione che le da la "cura" di insulina e che la fa volare fuori dal suo corpo. Eduard, schizofrenico, amante della pittura e della buona musica, ma chiuso nel suo mutismo. Tutte persone che la gente “normale” considera folli. Il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika, dopo la routine dei primi giorni di ricovero, scopre che vivere non è poi così male. La certezza di dover morire le fa apprezzare la vita, fino a capire che deve vivere ogni giorno come un miracolo. È il primo libro che leggo di Coelho, è stata una lettura interessante e anche un po' noiosa, molto scorrevole, dallo stile particolare ma semplice. mostra una nuova visione del mondo di quelli che vengono considerati "matti". Nessuno può stabilire chi è "matto" e chi è "sano", poiché tutto è relativo. L'amore che nasce tra Veronika e Eduard lo si immagina già nel momento dell'incontro, o almeno per me è stato così. Mi immaginavo anche Eduard piangere sul letto di morte di Veronika però il finale mi è piaciuto molto

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