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Il collezionista di ossa è il primo libro di una serie che
ha per protagonista Lincoln Rhyme, un criminologo forense divenuto tetraplegico in seguito a un
incidente durante un’indagine. Può muovere soltanto la testa, il collo e un
dito indice della mano, ed è costretto a vivere immobile in un letto, collegato
a vari tipi di macchine.In seguito alla scoperta di macabri resti, viene
incaricato di scovare un serial killer che rapisce persone appena arrivata a
New York e poi le uccide asportandone dei pezzi. Il killer lascia degli indizi
che, se decifrati in tempo e correttamente, possono portare alla vittima
successiva. Affiancato da Amelia Sachs, una poliziotta che aspettava il
trasferimento a causa di problemi di salute e che finisce per sostituire le sue
braccia e le sue gambe, Rhyme lavora per deduzioni logiche e capisce che
l'assassino è convinto di essere il Collezionista di ossa, uno psicopatico
degli inizi del secolo. Nella caccia all'uomo in lotta contro il tempo per
salvare le vittime designate, Rhyme capisce che il killer in realtà vuole
colpire proprio lui.
Il primo approccio con Il collezionista di ossa è stato l’omonimo
film con Denzel Washinton e Angelina Jolie. Mi ha talmente intrigato che mi
sono messa a cercare il libro, e alla fine mi è stato regalato dalla mia
carissima amica Antonella.
Che dire di questo libro? È veramente fantastico, ti tiene
incollato alle pagine senza lasciare un attimo di respiro. Un omicidio dietro l’altro,
con la guida di Rhyme, seguiamo Amelia sulle scene del crimine alla ricerca di
indizi che portino al colpevole. Il finale, ricco di colpi di scena, ti
inchioda al libro fino all'ultima pagina.
Ci porta a riflettere anche su un tema molto delicato: l’eutanasia.
Rhyme infatti è deciso a porre fine alla sua non vita. Ma la stima, l’intesa,
la fiducia e la complicità umanamente profonde permettono a Lincoln di
ritrovare continuamente il perché vale la pena accettarsi così com'è e andare
avanti. Il pensiero di Amelia, la nascita di una storia tra di loro, lo tiene
in vita perché lei lo restituisce a se stesso e rappresenta la sola medicina,
l’unico vero antidoto alla morte che altrimenti lo schiaccerebbe comunque, ben
prima di ricorrere all'iniezione letale.
Hai le tue
ragioni per staccare la spina. Solo che... mi sarei aspettata di più da uno
come te.
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