Lettori fissi

mercoledì 17 giugno 2020

Il collezionista di ossa di Jeffery Deaver

Pagine 446

Il collezionista di ossa è il primo libro di una serie che ha per protagonista Lincoln Rhyme, un criminologo forense divenuto tetraplegico in seguito a un incidente durante un’indagine. Può muovere soltanto la testa, il collo e un dito indice della mano, ed è costretto a vivere immobile in un letto, collegato a vari tipi di macchine.In seguito alla scoperta di macabri resti, viene incaricato di scovare un serial killer che rapisce persone appena arrivata a New York e poi le uccide asportandone dei pezzi. Il killer lascia degli indizi che, se decifrati in tempo e correttamente, possono portare alla vittima successiva. Affiancato da Amelia Sachs, una poliziotta che aspettava il trasferimento a causa di problemi di salute e che finisce per sostituire le sue braccia e le sue gambe, Rhyme lavora per deduzioni logiche e capisce che l'assassino è convinto di essere il Collezionista di ossa, uno psicopatico degli inizi del secolo. Nella caccia all'uomo in lotta contro il tempo per salvare le vittime designate, Rhyme capisce che il killer in realtà vuole colpire proprio lui.

Il primo approccio con Il collezionista di ossa è stato l’omonimo film con Denzel Washinton e Angelina Jolie. Mi ha talmente intrigato che mi sono messa a cercare il libro, e alla fine mi è stato regalato dalla mia carissima amica Antonella.

Che dire di questo libro? È veramente fantastico, ti tiene incollato alle pagine senza lasciare un attimo di respiro. Un omicidio dietro l’altro, con la guida di Rhyme, seguiamo Amelia sulle scene del crimine alla ricerca di indizi che portino al colpevole. Il finale, ricco di colpi di scena, ti inchioda al libro fino all'ultima pagina.

Ci porta a riflettere anche su un tema molto delicato: l’eutanasia. Rhyme infatti è deciso a porre fine alla sua non vita. Ma la stima, l’intesa, la fiducia e la complicità umanamente profonde permettono a Lincoln di ritrovare continuamente il perché vale la pena accettarsi così com'è e andare avanti. Il pensiero di Amelia, la nascita di una storia tra di loro, lo tiene in vita perché lei lo restituisce a se stesso e rappresenta la sola medicina, l’unico vero antidoto alla morte che altrimenti lo schiaccerebbe comunque, ben prima di ricorrere all'iniezione letale.

Hai le tue ragioni per staccare la spina. Solo che... mi sarei aspettata di più da uno come te.

Nessun commento:

Posta un commento