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martedì 30 giugno 2020

Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowling



Pagine 623

Harry Potter è preoccupato. La sua cicatrice a forma di saetta comincia a fargli male in concomitanza di un sogno ricorrente nel quale vede Lord Voldemort, il suo fido Codaliscia e il serpente Nagini organizzare un piano per ucciderlo. La sua preoccupazione aumenta quando Harry, Ron e Hermione durante la partita della Coppa del Mondo di Quidditch comprendono quanto reale sia la minaccia di Voldemort: nel cielo vedono brillare il marchio nero – un teschio verde con una lingua a forma di serpente – simbolo del Signore Oscuro.
Per la prima volta si trovano a combattere i Mangiamorte, gli uomini più fedeli a Voldemort e simbolo del suo effettivo ritorno.

Superata la parentesi della partita di Quiddich, finalmente inizia l’anno scolastico e subito c’è un’importante novità: il preside Silente annuncia che al posto del consueto torneo di Quiddich si terrà invece il Torneo dei tre maghi, una gara pericolosissima ma strabiliante che vede coinvolte le tre più grandi scuole del mondo magico (Hogwards, Durmstrang e Beauxbaton). Un calice di fuoco selezionerà un partecipante per ogni scuola, ma solo chi ha più di 17 anni è autorizzato a inserire il proprio nome nella coppa. Solo che invece di tre maghi ne parteciperanno quattro. E chi potrà mai essere il fortunato quarto mago?

Questo quarto romanzo mette in evidenza la crescita di tutti i personaggi. Ormai non sono più dei ragazzini meravigliati di aver scoperto di essere maghi e maghe, di poter studiare in una scuola di magia, adesso hanno ben chiaro cosa sia davvero la magia e quali conseguenze possa avere se usata male.

Ma è l’epilogo ad essere il protagonista assoluto: tutta la vicenda è una preparazione per questo determinato epilogo. E alla fine di esso, ci sentiamo esattamente come si sente Harry. Increduli e impauriti, coscienti che nulla sarà come prima..

“Un mago – giovane, sciocco e ingenuo – attraversò la mia strada vagando nella foresta che avevo eletto a mia abitazone. Oh, parve proprio l’opportunità che sognavo…perchè lui insegnava nella scuola di Silente…fu facile piegarlo al mio volere…”

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