Lettori fissi

giovedì 25 gennaio 2024

I miei giorni alla libreria Morisaki di Satoshi Yagisawa


Takako, 25 anni, è una giovane donna che vive e lavora a Tokyo. Conduce una vita tranquilla e monotona. Lavora molto e socializza poco. Ha una relazione con un suo collega, Hideaki, affascinante e brillante. Il collega con cui credeva di far felicemente coppia fissa la informa serafico del suo imminente matrimonio e Takako, in preda a questa cocente delusione sentimentale, decide di licenziarsi e si chiude in casa. Sprofonda sempre più nella delusione e nella tristezza, finché una telefonata inattesa le spalanca la porta di un nuovo inizio. Lo zio con cui non si sente da una decina d’anni le tende provvidenzialmente la mano: In un primo momento la giovane è scettica ed è anche infastidita dal fatto che lo zio l’abbia chiamata proprio perché a conoscenza della sua situazione. Alla fine, però, decide di buttarsi e di andare da Satoru nel tentativo di dimenticare quanto le è accaduto, tagliando i ponti con la sua vecchia vita, così Takako fa i bagagli e va a leccarsi le ferite alla libreria Morisaki

Piano piano Takako si riscuote dal suo torpore e comincia a partecipare attivamente alla vita di quartiere. Per passare il tempo comincia a leggere qualche libro e una pagina dopo l’altra, il suo cuore malridotto si risana. 
Parallelamente conosciamo anche la storia dello zio Satoru che lavora con passione nel negozio in attesa che la moglie fuggiasca si rifaccia viva. 
E Momoko ritorna a casa, anche se continua a scappare da Satoru, nascondendogli verità importanti di cui Takako verrà a conoscenza.

Una lettura veramente piacevole e leggera, senza colpi di scena eclatanti, in pieno stile giapponese.

Storie e personaggi di altri tempi che però si svolgono all'ombra dei grattacieli

"Iniziai a leggere un libro dopo l'altro. Quei vecchi libri nascondevano storie per me inimmaginabili. E non mi riferisco solo a ciò che raccontavano. Dentro ognuno trovai tracce del passato: sottolineature, segnalibri, fiori secchi tre punti erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri. E così cominciai ad affezionarmi alla libreria Morisaki"

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